DI Mario Landi1, Riccardo Lo Parrino2, Roberto Leonetti3

1 Neuropsichiatra Infantile, Direttore UFS Salute Mentale Infanzia Adolescenza, Firenze, Azienda USL Toscana Centro;
2 Neuropsichiatra Infantile, UFS Salute Mentale Inanzia Adolescenza, Firenze, Azienda USL Toscana Centro;
3 Neuropsichiatra Infantile, Direttore UO NPI Azienda Usl Toscana Centro, Direttore UFC Salute Mentale Infanzia Adolescenza, Firenze

La pandemia COVID-19 sembra avere rese manifeste situazioni di disagio psichico nell’infanzia e nell’adolescenza in contesti familiari di preesistente vulnerabilità psicologica. Un aumento dei quadri clinici psicopatologici (autolesionismo, disturbi alimentari, tentati e mancati suicidi, disturbi del comportamento dirompente, consumo di sostanze) ha reso necessario un ripensamento delle risposte territoriali che ha richiesto una rivalutazione delle classi di priorità negli accessi. Nello specifico nella zona Firenze si è costituito un Tavolo di lavoro permanente che ha coinvolto risorse del Comune di Firenze (servizi sociali, FFOO, Polizia Municipale, Educatori di strada) e risorse sanitarie della AUSL Toscana Centro zona Firenze (Servizio di Salute Mentale Infanzia Adolescenza e SERD) in un progetto integrato per rafforzare la filiera delle risposte al disagio.
Si è particolarmente curato il raccordo con la scuola con la creazione di Programmi Scuola-Ospedale per le situazioni di reclusione domestica. Si sta lavorando alla costituzione a breve termine di una struttura diurna ad alta intensità riabilitativa.