DI ALBERTO DOLARA
Specialistica in Cardiologia; già Direttore Unità Cardiovascolare, S. Luca Ospedale Careggi

L’epidemia di poliomielite, la terribile malattia virale che colpiva l’età infantile provocando morte o postumi paralitici molto gravi e che infuriava alla metà del secolo scorso, è stata completamente dominata dalla somministrazione dei vaccini messi a punto negli Stati Uniti da due scienziati, Albert Sabin e Jonas Salk, gli ultimi, dopo Pasteur e Jenner, a dare il nome al vaccino. Ambedue hanno rifiutato di brevettarlo per favorirne la diffusione. L’obiettivo si è riproposto durante la pandemia COVID-19 che ha visto protagonisti della produzione del vaccino grandi complessi industriali

Ho avuto qualche perplessità a scrivere sull’argomento vaccinazione riguardante eventi del secolo scorso anche per l’esauriente serie di articoli sul COVID-19 pubblicati da Toscana Medica nei numeri speciali di aprile-luglio 2021. Il pericolo di una saturazione delle informazioni è sempre presente. Un passaggio all’indietro è tuttavia qualche volta utile per la “ripartenza” della squadra come avviene nel gioco del calcio, un paragone sportivo che può sostituire il classico historia magistra vitae. Nel 1958 avevo appena conseguito l’abilitazione professionale e aderii volentieri alla richiesta del mio condomino di vaccinare le sue bambine contro la poliomielite. La malattia infuriava nel mondo e in Italia in quell’anno ne erano stati segnalati 8mila casi. La popolazione non era preoccupata della pandemia influenzale, la cosiddetta “asiatica” iniziata l’anno precedente, ma era favorevole alla vaccinazione, allora non obbligatoria, contro questa terribile malattia che colpiva l’età infantile…