di Marco Cambielli1, Saffi Ettore Giustini2 
1 Medicina Generale Varese; 2 Medicina Generale Pistoia, Commissione Terapeutica Regione Toscana

I fitocannabinoidi sono una famiglia di composti che si trovano nella cannabis, pianta nota per i suoi effetti psicogeni ed euforici; il principale costituente psicotropo della cannabis è il D9-tetraidrocannabinolo (D9‑THC). La cannabis per uso medico si differenzia dalla cannabis per uso ricreativo nel contenuto chimico di THC e cannabidiolo (CBD), modalità di somministrazione e sicurezza. L’effetto della cannabis come sostanza farmacologicamente attiva è stato studiato intensamente in diversi stati patologici, tuttavia rimangono delle lacune nelle nostre conoscenze sia di efficacia che di sicurezza. Le indicazioni all’uso della cannabis sono molteplici e l’uso della cannabis in Italia è regolato dal DM n. 279 del 9 novembre 2015. La sostanza attiva di origine vegetale cannabis FM2 è prodotta dallo Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare di Firenze al fine di assicurare la continuità terapeutica ai pazienti in trattamento e la disponibilità del prodotto nazionale, fabbricato secondo le GMP (Good Manufacturing Practices) dell’Unione Europea. A causa dell’elevato effetto di primo passaggio epatico, in particolare nel caso di somministrazione orale di cannabis, possono verificarsi interazioni farmacocinetiche con farmaci che sono metabolizzati attraverso gli isoenzimi del sistema del citocromo P450. L’impiego simultaneo degli inibitori degli enzimi di cui sopra può aumentare la biodisponibilità di delta-9-tetraidrocannabinolo e con questo la possibilità di effetti indesiderati. La cannabis viene variamente rimborsata dal Servizio sanitario a seconda delle Regioni. Riguardo l’uso ricreativo della cannabis si richiama un recente documento scientifico della Società Americana di cardiologia che solleva molti dubbi circa le possibili conseguenze sulle capacità cognitive di chi ne fa uso, oltre alla evidenza di aumento di ictus nei consumatori di marijuana

Per migliaia di anni, la cannabis sativa è stata utilizzata come medicinale e per scopi ricreativi. I fitocannabinoidi sono una famiglia di composti che si trovano nella cannabis, pianta nota per i suoi effetti psicogeni ed euforici; il principale costituente psicotropo della cannabis è il D9-tetraidrocannabinolo (D9-THC).
La cannabis per uso medico si differenzia dalla cannabis per uso ricreativo nel contenuto chimico di THC e cannabidiolo (CBD), modalità di somministrazione e sicurezza. Gli effetti farmacologici dei cannabinoidi sono il risultato delle interazioni tra questi composti e i recettori dei cannabinoidi, CB1 e CB2, situati in molte parti del corpo umano. Recettori CB1 sono presenti nel cervello, muscolo, polmone, tratto gastrointestinale, sistema vascolare, organi riproduttivi; recettori CB2 sono presenti in milza ossa e cute, mentre nel fegato, pancreas, midollo osseo, e nel sistema immune sono presenti recettori CB1 e CB2…