DI RUGGERO LANDI1, CHIARA MILANI2, IRENE PONTALTI3
1Medico di medicina generale, referente medico USCA Firenze, AUSL Toscana Centro; 2Medico specialista in Igiene e Medicina Preventiva, Dipartimento di Scienze della Salute, Università di Firenze e AUSL Toscana Centro; 3Medico di medicina generale, USCA Firenze, AUSL Toscana Centro

Son trascorsi più di due anni da quando il 1° aprile 2020 iniziava ufficialmente l’attività di USCA Firenze – le Unità Speciali di Continuità Assistenziale –, dando vita a un servizio che fino a quel momento non esisteva, e definendo, con non poche difficoltà, modalità nuove di lavoro. L’obiettivo del Decreto istitutivo era avere almeno 1 USCA ogni 50 mila abitanti. Firenze lo ha superato ampiamente. Si tratta di squadre costituite da un medico e un infermiere, con compiti di valutazione, presa in carico, follow-up e terapia di persone affette da COVID-19 o sospette. I numeri altissimi dell’attività sul territorio di Firenze si intrecciano alle storie di chi ha fatto parte delle squadre attive 12 ore al giorno, 7 giorni su 7.
“Lasciare la squadra? No. Se all’inizio è stato un salto nel vuoto, oggi i valori costruiti, l’espressione della professionalità, l’integrazione e il sempre presente bisogno di dare risposta al mondo COVID mi fanno restare pienamente convinto e attore di una scelta consapevole”, racconta Stefano, infermiere USCA…