DI LUNA VENTURI1, LUANA BICHI1, CHIARA TANI1, GIUDITTA MARTELLI2, ELISA COMUNIELLO3, LISA PELAGOTTI3, LUISA GIULIANI3, GIUSEPPINA PARADISO3, VINCENZO SPADA3, LUCIA SALVADORI4, ROSARIO SPINA1
1 Anestesia e rianimazione, Ospedale di Empoli; 2 Psicologa SOS Psicologia Clinica, Azienda Toscana Centro; 3 Infermieri; 4 Coordinatrice Infermieristica

La sindrome ‘Long Covid’ è una complessa serie di sintomi che persistono mesi dopo la guarigione dalla malattia da Sars-Cov2, e che possono inficiare sia le capacità funzionali sia la qualità di vita percepita. Abbiamo valutato l’espressione della sindrome in pazienti che sono stati ricoverati in Rianimazione per polmonite da Sars-Cov2, istituendo un follow-up post-intensivo multidisciplinare

La pandemia da Coronavirus (COVID- 19) causata dal virus Sars-Cov-2 ha finora colpito più di 100 milioni di persone e ha provocato più di due milioni di morti in tutto il mondo. Mentre un obiettivo chiave nel trattamento acuto dei pazienti ospedalizzati è quello di limitare la mortalità, è diventato chiaro che potrebbero esserci anche significativi effetti dannosi a lungo termine di un’infezione da COVID-19. Pertanto, i sistemi sanitari hanno anche iniziato ad aprire cliniche dedicate alla diagnosi e al trattamento dei sintomi persistenti dopo il COVID-19, il cosiddetto Long COVID. I sintomi di lunga durata sono frequenti; un nuovo studio su larga scala ha rilevato che il 75% delle persone ricoverate in ospedale con COVID-19 manifesta sintomi per almeno sei mesi dopo il recupero, tra cui affaticamento, debolezza muscolare, depressione e disturbi del sonno. Mentre la gravità dei sintomi persistenti è spesso correlata alla gravità dei sintomi durante la fase acuta della malattia, i sintomi di lunga durata possono verificarsi anche dopo una malattia lieve e in tutte le età…