DI  MARIA ELISABETTA COCCIA1, BENEDETTA GABBRIELLI2, PAOLO EVANGELISTI3, LAURA BADOLATO3, FRANCESCA RIZZELLO3, DENISE DE ANGELIS3, FRANCESCA PIAZZINI4, PATRIZIA FALCONE5, ROSSELLA FUCCI5, RITA PICONE5
1 Professore Associato di Ginecologia e Ostetricia – Direttore SODc PMA, AOUC, Firenze; 2 Medico Chirurgo, Firenze; 3 Specialista Ginecologia e Ostetricia – Dirigente SODc PM, AOUC, Firenze; 4 Ostetrica – Responsabile dati ISS; 5 Biologa, Firenze

La preservazione della fertilità è una grande opportunità che viene offerta dalla Regione Toscana alle donne che si trovano inaspettatamente a dover combattere contro un cancro e rappresenta una luce di speranza di poter avere un figlio dopo la chemio. La SODc PMA di Careggi è HUB Toscana Centro e presenta l’esperienza del servizio multidisciplinare

Con l’aumento dei cancer survivors, legato in particolare all’aumento delle diagnosi precoci e ai miglioramenti in campo terapeutico, è giusto porsi obiettivi rimarchevoli in termini di qualità della vita; in questo contesto, grande è il valore dell’oncofertilità, quella branca della medicina della riproduzione che si occupa della preservazione della fertilità in pazienti (principalmente donne, per ovvi motivi biologici) che, a causa della propria patologia, vedono minacciata la possibilità di diventare madri.

In letteratura vi è un forte consenso sul fatto che la preservazione della fertilità debba fare parte delle “cure” (care) oncologiche. L’apprensione nei confronti di queste donne porta oggi l’oncologo a dare priorità alla patologia tumorale, ma allo stesso tempo a non sottovalutare la rilevanza della salute riproduttiva, che nella donna è ad alto rischio, in particolare quando si effettuano trattamenti chemioterapici che danneggiano i gameti…