Di Francesco Vignali
Avvocato iscritto all’Albo degli Avvocati di Firenze. Svolge la professione legale prevalentemente nel settore del diritto penale, con riferimento ai reati contro la persona e il patrimonio, a quello degli illeciti contro la pubblica amministrazione e l’amministrazione della giustizia, ai reati bancari e societari, fallimentari e fiscali, edilizi e ambientali, nonché in materia di responsabilità professionale sanitaria

Il tema della responsabilità medica è stato negli ultimi anni al centro di vari interventi normativi, nonché di successive pronunce giurisprudenziali, da parte dei giudici di merito e di legittimità, che hanno interpretato e talora ridimensionato la portata di tali atti normativi. L’articolo riassume i recenti sviluppi legislativi e giurisprudenziali in materia.

Come noto, il tema della responsabilità medica è ormai da diversi anni al centro di vari interventi legislativi, nonché di successivi arresti giurisprudenziali, da parte dei giudici di merito e di legittimità che, nell’eterna dialettica tra legislatore e giudice, hanno interpretato e talora ridimensionato la portata di tali atti normativi.
In estrema sintesi, se vogliamo identificare la ratio comune dei più recenti provvedimenti legislativi in materia, si può affermare che essa coincide con l’intento di circoscrivere i margini della responsabilità giuridica del sanitario, limitando la responsabilità medica ai soli casi di colpa grave (legge 8 novembre 2012, n. 189, c.d. legge Balduzzi), ovvero escludendo la responsabilità per colpa lieve, in caso di imperizia, lasciando in parallelo immutata la sanzionabilità del fatto per colpa sia grave che lieve, in caso di imprudenza o negligenza…