Di Andrea Vannucci
Professore a contratto di Programmazione, Organizzazione e Gestione delle Aziende Sanitarie, Università di Siena

La spinta a rendere i sistemi sanitari più responsabili nei confronti delle persone che li usano – in altre parole, per rendere i sistemi sanitari più incentrati sulle persone – non è uno sforzo nuovo. Gli operatori sanitari, i responsabili politici e gli stessi pazienti si sono da tempo resi conto che le istituzioni che compongono i sistemi sanitari oggi non sono più adatte allo scopo, né soddisfano le esigenze di coloro che le utilizzano, né sono sufficientemente adattabili alle tendenze globali in rapido sviluppo, tra cui la digitalizzazione, l’invecchiamento della popolazione e gli shock pandemici.
OECD Health Policy Studies, Health for the people by the people

Oggi il sistema salute è un insieme di componenti non sufficientemente connessi (sistemi ospedalieri e distretti territoriali, cure primarie e prevenzione ma anche aziende farmaceutiche, produttori di dispositivi medici e nuovi protagonisti quali i giganti del web e le piccole start up).
Presto, prima di quanto pensiamo, il cittadino sarà al centro del modello sanitario. I dati, interoperabili e sempre attivi, promuoveranno una più stretta collaborazione tra le parti interessate del settore e nuove combinazioni di servizi saranno offerte dagli operatori storici e dai nuovi entranti. È probabile che gli interventi e i trattamenti saranno più precisi, meno complessi, meno invasivi e più economici.
La salute sarà definita olisticamente come uno stato generale di benessere che comprende salute mentale, sociale, emotiva, fisica e spirituale. I cittadini non solo avranno accesso a informazioni dettagliate sulla propria salute, ma saranno anche proprietari dei loro dati sanitari, chiederanno e svolgeranno un ruolo centrale nel prendere decisioni sulla loro salute e sul loro benessere….