DI PIERCARLO BALLO
SOC Cardiologia, Ospedale Santa Maria Annunziata, Bagno a Ripoli, Firenze

Un confronto con le linee guida di altre società scientifiche sulla performance clinica e sulla proporzione di pazienti candidati a terapia

Un recente studio pubblicato alcuni giorni fa su JAMA ha confrontato, in individui apparentemente sani, la performance clinica e la proporzione di pazienti candidati a trattamento, ottenute applicando le recenti linee guida ESC del 2021 sulla prevenzione delle malattie cardiovascolari, in confronto con le rispettive linee guida dell’American College of Cardiology/American Heart Association (ACC/ AHA), dell’UK National Institute for Health and Care Excellence (NICE) e con le precedenti linee guida ESC/European Atherosclerosis Society (EAS) del 2019. Sono stati considerati 66.909 soggetti arruolati nel Copenhagen General Population Study, un ampio studio prospettico di coorte, population-based, condotto in Danimarca negli anni dal 2003 al 2015. I partecipanti avevano un’età compresa tra 40 e 69 anni. Il tempo medio di follow-up è stato di 9,2 anni. Durante il follow-up, a seconda della diversa definizione di eventi cardiovascolari fornita dai vari scores di rischio raccomandati dalle linee guida, sono stati osservati da 2962 a 4277 eventi, dei quali 180 fatali. In termini di rapporto di eventi attesi/osservati, lo score raccomandato dalle attuali linee guida ESC (SCORE-2) mostrava una migliore calibrazione rispetto agli altri, con un valore di 0,8 in confronto a valori di 1,3, 1,3 e 5,8 per gli scores raccomandati dalle linee guida ACC/AHA, NICE ed EAS, rispettivamente…